Riflessioni a cura di Antonio Piacentini

 

Amico di Gesù!

 

Febbre d'Amore!


Chi è Gesù? Cosa è venuto a fare sulla terra?

 

Dio dove sei? Se Dio esiste veramente, perché permette il male?

 

Come posso trovare Dio?

 

Amico di Gesù!

Lo scopo del cristianesimo è quello di conoscere la “persona meravigliosa” di Cristo e, attraverso l'amicizia di un amico così fedele e buono, possiamo realmente essere liberati dai peccati e dai legami, essere fasciati, perdonati e rivestiti della sua gloria e potenza. Tutto questo lo può fare solo Gesù!
Tanti sono gli esempi di amicizia che ritroviamo nella Bibbia: il primo amico di Dio, infatti, è stato Abramo, nostro padre nella fede, che fu pronto a lasciare tutto quando Dio lo chiamò e, senza esitare, partì verso il luogo che il Signore gli aveva promesso: pur non conoscendo il progetto ubbidì alla sua voce! Oltre ad Abramo, Dio “parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico” (Esodo 33:11) e nei Proverbi, Salomone rimarca molto l'importanza di questo valore e i benefici che procura un amico. Rilevante, nei Vangeli, è il rapporto che Gesù aveva con i dodici, con i quali trascorreva gran parte del suo tempo chiamandoli addirittura “fratelli” (Mt 12:49) e ai quali diceva: “Non vi chiamo più servi perchè il servo non sa quello che fa il suo Signore ma vi ho chiamato amici e sarete miei amici se fate le cose che vi comando”.(Giov 15:15)
Queste parole Lui le rivolge, non solo ai discepoli, ma a tutti i credenti e figli di Dio che ubbidiscono alla sua Parola: Gesù desidera avere un rapporto di amicizia con la tua vita e il tuo cuore!
Lui è l'unico che lo conosce a fondo: sa che il cuore dell’uomo è turbolento, pieno di invidia e privo di passione; infatti, temendo che il nemico potesse mettere zizzania tra i suoi discepoli, raccomandò loro di amarsi gli uni gli altri perchè “Non c’è amore più grande di chi dà la vita per i suoi amici e voi siete miei amici!” (Gv. 15:12-14).
Come in tutti i rapporti sinceri, anche nell’amicizia che si ha con Dio ci sono delle regole da rispettare, Egli infatti dice: “vi chiamerò amici se fate le cose che io vi ho comandato”. Non si tratta solo di rispettare i comandamenti (è sempre per la grazia di Dio che noi possiamo dirci suoi amici, è sempre un dono che Lui ci fa), ma di instaurare questa amicizia comprendendo che ci sono molte benedizioni per noi nell’ubbidire alla sua voce.
L' amicizia con Gesù ci rende davvero Figli di Dio e ciò ci permette di chiedere “qualunque” cosa al Padre nel suo nome!(Giov 16:23) Bisogna sempre ricordare che Dio non è una persona trascendente, solitaria, il cui nome non può neppure essere nominato: Gesù è venuto a rivelarci un Padre misericordioso, alla portata di tutti.
Perciò, chiediamo a Gesù di essere suoi amici!Riscopriamo l’amicizia con questo Amico “vivo” che vuole solo farci del bene!
Diventando amici di Gesù e ubbidendo alle sue parole, la sua voce diventerà sempre più forte ed incisiva in noi.
Come ai tempi di Abramo e Mosè, anche oggi c’è una “voce” che parla ai nostri cuori: non si tratta della coscienza, ma di una voce più calda e toccante che però molto spesso facciamo morire non dandole spazio…Ma è veramente Dio che parla o è un’immaginazione? La risposta a questa domanda ce la dà Gesù, quando nella sua Parola dice “Le mie pecore ascoltano la mia voce”! (Giov 10:27) Per cui quando parla il Signore, noi sentiamo che è Lui, ci accorgiamo che è Lui che ci comanda, che ci tranquillizza, che ci fascia e ci incoraggia.
Il Signore ci parla in tanti modi e la prima cosa che vuole fare quando lo ascoltiamo è fasciarci, guarirci, perchè Lui ha cura di noi : Lui è il Buon Pastore!
Spesso noi siamo duri con gli altri e a volte sappiamo esserlo anche con noi stessi, dal momento che il nostro cuore è egoista e poco predisposto al perdono, essendo questo un atto di umiliazione. Dobbiamo invece ascoltare l’invito che Gesù ci fa dicendoci “perdonati figlio mio!”, perchè Lui ha ci ama!
Tutti abbiamo bisogno di Gesù e se riusciamo ad avere un rapporto intimo con il Signore, sarà Lui stesso a riempire totalmente la nostra vita e il nostro cuore e a guidarci con la sua presenza.

 

 

Febbre d'Amore!

Luca 7:36-50 Uno dei farisei lo invitò a  pranzo; ed egli, entrato in casa del fariseo, si mise a tavola. Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato; e, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l'olio.
Il fariseo che lo aveva invitato, veduto ciò, disse fra sé: «Costui, se fosse profeta, saprebbe che donna è questa che lo tocca; perché è una peccatrice». E Gesù, rispondendo gli disse: «Simone, ho qualcosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di' pure».
«Un creditore aveva due debitori; l'uno gli doveva cinquecento denari e l'altro cinquanta. E poiché non avevano di che pagare condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?» Simone rispose: «Ritengo sia colui al quale ha condonato di più». Gesù gli disse: «Hai giudicato rettamente». E, voltatosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non mi hai dato dell'acqua per i piedi; ma lei mi ha rigato i piedi di lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; ma lei, da quando sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. Tu non mi hai versato l'olio sul capo; ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama». Poi disse alla donna: «I tuoi peccati sono perdonati». Quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire in loro stessi: «Chi è costui che perdona anche i peccati?» Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace».

 

La chiave per comprendere questo passo è la Passione e la “Febbre d’amore”.
Due sono le figure che ci vengono  descritte: Simone, il fariseo (i farisei erano i dottori della legge che dicevano di conoscere Dio perché  esperti della sua Parola), e una peccatrice (probabilmente una prostituta o un' adultera): l'uno rappresenta la “luce”,  l'altra  una figura fragile e disprezzata, in quanto  peccatrice.
Simone simboleggia la vanagloria della religiosità: l' orgoglio di aver ricevuto la grazia di conoscere il Signore e i suoi comandamenti gli permette di disprezzare chi ancora vive nel peccato.
Gesù, invece, nella sua Parola dice che non sono i sani ad aver bisogno del medico e che Lui non è venuto per i giusti ma per i peccatori (Luca 5:31-32). Il vangelo quindi non è per i giusti e i “sani”, ma per i peccatori, i “malati” e per chi ha toccato il fondo! Raramente leggiamo nei Vangeli che il Signore si recava nel tempio; infatti i suoi tre anni di ministerio li ha trascorsi per le strade ad evangelizzare, senza vergognarsi di mangiare con i peccatori, con le persone disprezzate, giudicate e con i pubblicani: motivo per cui è stato più volte criticato dai farisei, i quali non accettavano l' idea che il Messia si “contaminasse” con quel popolo indegno di avere il Signore.
Il Signore spesso, rivolgendosi ai farisei, li chiamava ipocriti, sepolcri imbiancati e addirittura disse loro “i ladri e le prostitute vi precederanno nel Regno dei Cieli” (Mt. 21:31).
Si comprende qui come Gesù arrivò a sconvolgere quella che era la concezione di Dio e della sua Santità. Spesso si rivolgeva ai fanciulli e diceva che di essi è il Regno di Dio e chi non diventa come loro non vi entrerà mai.
Noi siamo liberi di scegliere se essere come Simone che si reputava saggio e giudicava, oppure se avere l’atteggiamento della peccatrice che con le lacrime lavò i piedi di Gesù, li asciugò con i suoi capelli e li unse con l’olio pregiato contenuto nell’alabastro (la cosa più preziosa che possedeva!). Gesù si fece toccare da quella donna, provocando così  scandalo:  questo perché vide un cuore pentito, sincero, che aveva toccato il fondo a causa del peccato ma che si era ravveduto…la febbre d’amore della donna era salita alle stelle (al contrario di quella di Simone)! Spesso noi non abbiamo abbastanza passione nel cuore e se esaminiamo la nostra conversione, la nostra febbre d’amore, possiamo accorgerci che questa è stata interrotta da quell’orgoglio spirituale che, come Simone, ci porta a sentirci “santi” e pronti a giudicare. Il vero cammino con Dio è invece un cammino fatto di umiltà! Quante insufficienze ci sono ancora nella nostra vita, con quanti limiti dobbiamo ancora confrontarci...Ciononostante non dobbiamo disperarci, dal momento che abbiamo un grande Salvatore e grande Dio! Perciò, dopo aver esaminato noi stessi, andiamo da Gesù, come la peccatrice, senza aver vergogna di piangere, rompiamo il “nostro alabastro”, offriamo a Lui la nostra vita e ciò che abbiamo di più prezioso, decidendo di amarlo e onorarlo tutti i giorni della nostra vita!
In questo brano vediamo come Gesù loda la donna che mostra tutti i segni del pentimento e del ravvedimento, a differenza di Simone che non riesce a comprendere che anche lui ha un debito, che anche lui dovrebbe gettarsi ai piedi di Gesù, mostrargli il suo amore, la sua riconoscenza. Purtroppo egli è accecato, ha perso la luce, giudica gli altri e non veglia sul proprio cuore.
Gesù amava e ama i peccatori, soprattutto quelli che riconoscono il loro peccato davanti a Dio.
Per molti ricevere la “luce” è una condanna, perché hanno un cuore orgoglioso e vanaglorioso; è necessario, invece, vegliare sull’orgoglio e sulla vanagloria, conservando l’umiltà come faro nella nostra vita, cercando di essere pronti a metterci in discussione e a vedere la trave che c’è nel nostro occhio, piuttosto che la pagliuzza dell’occhio dell’altro!
Chiediamo a Dio il dono del ravvedimento! C’è bisogno di ravvederci ogni giorno, di vedere i nostri limiti e mancanze e di essere pronti a rivolgerci a Lui, con lacrime, per ricevere la Sua Parola che dice “Va’, la tua fede ti ha salvato!”.
Facendo così la nostra febbre d’amore per Dio non smetterà mai di salire, perché è proprio questa passione che ci spinge a rompere il nostro “alabastro” e a donare la nostra vita al Signore. Tale passione si ha solo se si comprende in fondo ciò che Dio ha fatto e fa ogni giorno per noi: Lui usa ogni giorno misericordia verso noi! Noi non ci conosciamo veramente: a volte abbiamo paura di scrutarci dentro...ma Lui ci conosce nel profondo e ci ama veramente!
A volte scoprirsi miseri e nel fango può far male, ma può anche portarci più vicino a Dio,  per cui chiediamo al Signore di far crescere in noi la passione per Lui e di farci ricordare quali debiti ci sono stati condonati, perché Lui perdona i nostri peccati e non li ricorda più! Siamo grati a Dio e trasformiamo questa gratitudine in riconoscenza e passione per il Suo Regno!
Gesù dopo essere stato unto dalla peccatrice, unse a sua volta il capo della donna perché Egli è un Dio che ama servire, pur essendo il Signore dei Signori e il Re dei Re…Lasciamoci purificare dal suo olio!

 

 

Chi è Gesù? Cosa è venuto a fare sulla terra?
Gesù è il Figlio di Dio, così si presenta nei vangeli; Egli è la seconda persona della Trinità; vero Dio e vero Uomo.
Egli è venuto sulla terra per inaugurare un Regno, non un regno umano, ma il Regno di Dio.
Se hai letto qualche volta i vangeli, o se hai visto qualche volta dei film a riguardo, sicuramente ti ricorderai che Gesù alla domanda di Ponzio Pilato rispose: “Si sono Re, ma il mio Regno non è di questo mondo…”.
Egli, poi, è venuto a chiamare una Chiesa (letteralmente “Ekklesia” che significa  “Assemblea dei chiamati fuori”). Grazie a Dio, non ha formato la Chiesa Cattolica, o la Chiesa Evangelica, o la Chiesa Ortodossa, ma “La Chiesa”; come recita il Credo: “Una Santa, Cattolica (Universale), Apostolica…”!
Egli è poi venuto per farci conoscere il Padre! Gesù disse: “Chi ha visto Me, ha visto il Padre”, inoltre San Paolo definì Gesù come “l’immagine dell’invisibile Dio”.
È significativo il fatto che, l’unica preghiera insegnata da Gesù nei vangeli, sia il Padre nostro.
Egli invitava i discepoli  a chiamare Dio “Abbà”, che, in aramaico, vuol dire Papà; ed a rivolgersi al Padre nel nome di Gesù.
Vedi quanti danni fa, alle volte, la religione!
In Italia, ad esempio, personalmente, credo che i cristiani, in genere, hanno nella loro opinione il pensiero che Dio Padre sia un Dio  austero, che  abita al di sopra delle nuvole e che non vuole avere un rapporto con noi e neanche vuole essere disturbato.
Invece no! Non è così!
C’è una canzone di Toto Cutugno  “L’Italiano”, che dice queste testuali parole: “Buongiorno Italia, buongiorno Maria, con gli occhi pieni di malinconia, buongiorno Dio, lo sai che ci sono anch’io”. Io credo che, questa canzone, rispecchia la realtà degli Italiani in genere: una grande devozione per Maria, o per i Santi, accompagnata da una sottile rabbia verso Dio!
Se solo potessimo realmente ascoltare Maria e i Santi; se solo potessimo sentire le parole di Padre Pio, penso che queste ci direbbero:”Rivolgiti al Padre! Dai gloria a Dio Padre!”.
Basterebbe solo che ci aprissimo di più all’Amore di Dio, per sentirci riempiti e realizzati nel Suo amore!!

Il nostro Dio è un Padre che vuole avere relazione con noi, perchè ci ama come figli e siamo preziosi ai Suoi occhi; Gesù diceva che Dio sfama i passeri e riveste i gigli dei campi e quanto più si prende cura dei Suoi figli. Dobbiamo perciò imparare ad ascoltare di più la Sua voce e a riconoscere i segni della Sua presenza nella nostra vita!

 

 

Dio dove sei? Se Dio esiste veramente, perché permette il male?
Sovente sentiamo queste affermazioni e, se siamo onesti con noi stessi, dobbiamo ammetere che spesso anche noi pensiamo queste cose!
La risposta a questa domanda, la si deve cercare, non nel proprio cuore, ma nella Parola di Dio, perché, purtroppo, il nostro cuore è ingannevole.

 

È veramente Dio l’autore del male?

Certo Dio ha creato il mondo, ma il male NO!!!
Il male è entrato nel mondo per la conseguenza del peccato originale, a causa dei nostri progenitori Adamo ed Eva.
San Paolo nella lettera ai Romani scrive che tutto il creato geme ed è in travaglio; quindi si può dedurre che, persino le calamità naturali, sono conseguenza di questa disubbidienza.
Riguardo al male presente nel cuore dell’uomo, Gesù affermò nel vangelo di Marco: “Infatti è dall’intimo, dal cuore dell’uomo che escono tutti i pensieri cattivi, che portano al male: i peccati sessuali, i furti, gli assassinii, i tradimenti tra marito e moglie , la voglia di avere le cose degli altri, le malizie, gli imbrogli , le oscenità, l’ invidia, la maldicenza, la superbia, la stoltezza… ”, quindi la responsabilità di tutto questo, non è certamente da attribuirsi a Dio.
Alcuni possono affermare:”perché Dio non punisce all’istante coloro che commettono tali azioni?”. Il motivo è che, avendo lasciato il libero arbitrio, il Signore desidera che si ubbidisca per libera scelta alla Sua parola.
Dio non lascia il peccatore impunito, infatti, ci sarà un giorno in cui Egli giudicherà tutti gli uomini, condannando coloro che hanno commesso tali azioni, ad essere tormentati nell’inferno.
   


Dov’è Dio?
Non cercarlo esternamente; forse l’osservazione del creato, potrà aiutarti a conoscere alcuni aspetti della natura di Dio, come la Sua grandezza, la Sua intelligenza, la Sua maestosità, la Sua fantasia ecc… ,ma poi avrai bisogno di conoscerlo nell’intimo del tuo cuore.
Sant’Agostino poté affermare: "Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me ed io ero fuori e là ti cercavo" (dalle "Confessioni" di S.Agostino).
Il Signore parla spesso al cuore dell’uomo, ai suoi pensieri e può parlare anche attraverso i sogni, ma l'uomo non ci bada;
Nella parola di Dio è scritto che: “Egli parla in molti modi, però nessuno lo ascolta: in sogno, nelle visioni notturne, quando gli uomini sono immersi nel sonno, sdraiati sui loro letti. Così Dio si fa sentire e li spaventa con i suoi avvertimenti, per impedire che compiano il male e che vivano nell’orgoglio. Così li salva dalla fossa, risparmia la loro vita da morte violenta.” (Giobbe 33:14-18)
Se sei onesto con te stesso, qualche volta ti sarà capitato di fare un sogno, che magari hai attribuito al caso.
Dio c’è, ed è più vicino di quello che credi, vuole farsi conoscere dalla tua vita; digli solo poche parole, parlando a Lui come ad un amico, digli ad esempio:”Signore se esisti realmente, fatti conoscere dalla mia vita!”.
Lui verrà perché ha promesso: “Invocami, e Io ti risponderò e ti annunzierò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci". (Geremia 33:3)

 

 

Come posso trovare Dio?

Dio è così grande che l’Universo non Lo può contenere, ciononostante ha scelto di abitare nel cuore di ogni uomo. Questo è possibile attraverso lo Spirito Santo di Dio; lo stesso Gesù, in procinto di tornare in cielo,  promise ai discepoli che non li avrebbe mai lasciati soli, ma avrebbe mandato un “Consolatore” (lo Spirito Santo, appunto) che attraverso la Sua opera, nel cuore di ogni uomo, avrebbe reso possibile la comunione costante con Dio Padre e con Dio Figlio Gesù.
Non so se avete mai riflettuto sull’importanza di avere lo Spirito del Signore dentro: la  Bibbia lo chiama “il dono ineffabile”, è un dono cosi prezioso avere questo Dio e questa presenza dentro! Lo Spirito Santo ci da tutto: ci riempie di gioia, di vita, ecc…Sempre che riusciamo ad avere un rapporto con Lui; spesso, infatti, la religione diventa semplice formalismo e perde la sua reale sostanza, così, invece di avvicinare le persone al Signore, le allontana.
A pensarci bene è come avere una grande risorsa, un grande fiume dentro, una grande sorgente e poi morire di sete perché non si sa come fare ad attingere l’acqua.
Dentro la vita di ogni cristiano c’è Dio! C’è un pozzo ricco di acqua fresca e viva che non finisce mai che può dissetare la sete di ogni uomo.
Eppure in giro notiamo depressione, tristezza, crisi…ma cos è che fa rimanere gioiosi e tranquilli i cristiani, ad esempio nel terzo mondo, con tutti i loro disagi? La loro ricchezza è che nella povertà ricercano Dio con tutto il cuore…e lo trovano!
Il padre del metodismo J. Wesley parlava della presenza di Dio nel cuore e diceva di aver sentito “il cuore stranamente riscaldato”…Come l’affetto di una persona cara ci circonda di calore e consolazione, così pur non vedendo Dio fisicamente, rivolgendoci a Lui sentiamo delle sensazioni di pace e consolazione, perché Dio è pace e amore.
E’ importante però capire che Dio non è una sensazione, Egli è una persona!
La chiave per arrivare a lui è in Ebrei 11:6 “Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.”, è solo attraverso la fede che si può incontrare Dio. La fede non è contraria alla ragione, ma molti non riescono ad incontrare Dio  perché sbagliano il “terreno” di incontro: attraverso la Parola di Dio, infatti, scopriamo che la presenza di Dio si incontra nel terreno della fede: è lì che si conosce Dio!
In conclusione, Dio vuole avere un rapporto più intimo con il credente. Gesù Cristo è risorto, ha vinto la morte ed è vivente, può parlare, consolare e incoraggiare; possiamo avere una relazione con il Signore che ci ha salvato ed è l’unico a poter colmare questa sete di Dio che c’è dentro di noi.
Nel nostro cuore, come diceva S. Agostino, c’è “un vuoto che è a forma di Dio” e solo Dio lo può colmare.
Chiudendo gli occhi fisici e aprendo quelli spirituali e della fede, riusciamo a vedere e a sentire la sua presenza nella nostra vita.
Dobbiamo avere il desiderio di incontrare il Signore non in modo formale: se stiamo davanti a Dio aprendo il cuore e parlandogli come ad un amico scopriremo un rapporto migliore con il nostro Padre.
Anche tu puoi fare questa esperienza e sperimentare quello che diceva Gesù: Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.” (Mt. 6:6)
Sentirai la presenza di Dio, scoprirai il Suo amore e la Sua bontà infinita.
“Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Mt. 7:11).